Lavoro e No Profit

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Solidarietà ai licenziati di Telefono Azzurro!

Pubblicato da lavoratorinoprofit su febbraio 16, 2010

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Telefono Azzurro: quanti bambini chiamano davvero?

Pubblicato da lavoratorinoprofit su febbraio 16, 2010

Alti finanziamenti, ma il numero è ancora semi-sconosciuto
di Chiara Paolin
da “il Fatto Quotidiano” 11 febbraio 2010
http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&id_blogdoc=2436550&yy=2010&mm=02&dd=11&title=telefono_azzurro_quanti_bambin

Tra gli enti no profit che vigilano sui soggetti deboli, Telefono Azzurro è ormai un brand. Il telefono amico dei bambini per eccellenza, attivo fin dal 1987. Le cifre 2009 sono colossali: due milioni di telefonate gestite ogni anno, migliaia di interventi, una rete territoriale sempre più ramificata.

Spiega Claudio Foti, psicoterapeuta e perito: “Le cifre dichiarate da Telefono Azzurro mi hanno sempre colpito. Ricordo interrogazioni parlamentari di fine anni ’90: si metteva in evidenza come, a fronte di una quantità gigantesca di chiamate, gli esiti presso i servizi sociali e i tribunali fossero davvero scarsi”.

In quegli anni una funzionaria, che chiede l’anonimato, lavorava lì: “Credevo molto nell’attività di sensibilizzazione sul tema infanzia. Ma i contenuti scientifici erano l’ultimo problema: tanti convegni e molta autocelebrazione. Non so se oggi, con l’avvento del 114, lo scenario sia cambiato”.

Il servizio emergenza, concesso in appalto dal Dipartimento per le Pari Opportunità, dai ministeri delle Comunicazioni e del Welfare nel 2002 e puntualmente rinnovato (quest’anno vale 1,2 milioni), ha fatto schizzare le performance e consentito maggiore solidità alle attività connesse, come i Tetti Azzurri di Roma e Treviso, e i nuovi Centri territoriali, spazi di assistenza gestiti direttamente dal Telefono. Qui viene indirizzato chi chiama i numeri baby e adulti (vedi www.azzur ro.it ).

Le strutture attive sono sei e godono di vari benefit e finanziamenti. Oltre a donazioni e 5 per mille: solo così arrivano circa 5 milioni l’anno. Il bilancio 2008 è di quasi 10 milioni di euro. “Eppure il 114 ci ha lasciato a casa” dice Monica Castelli, una dei 25 dipendenti che lavoravano a Palermo, sede centrale del servizio. “Nonostante il ministro Carfagna abbia pagato i 400 mila euro per il periodo di proroga, l’ente ci ha sostituiti coi volontari del servizio civile. Ragazzi dai 18 ai 25 anni, non certo esperti. E pensare che l’altra estate un sultano giunto in porto col suo yacht regalò due milioni di euro. Che fine hanno fatto?”.

Al Dipartimento per le Pari Opportunità non lo sanno. E anzi spiegano che l’attività svolta da Telefono Azzurro non è soggetta a controlli ministeriali. Niente verifiche o ispettori, tranne in caso di denunce.
Daniela Cremasco, assistente sociale a Roma, è perplessa: “Quando c’è di mezzo un bambino la telefonata è un passaggio delicatissimo, occorre massima professionalità. E il problema vero è: quale percorso di aiuto si attiva dopo il primo contatto? Io, in dieci anni, ricordo solo due segnalazioni.

Un sondaggio tra i Municipi romani conferma: a memoria di assistente, nessun caso al II, un caso l’anno al IX, due casi l’anno al V, un caso in cinque anni al VI e all’XI, forse uno in dieci anni al XIX. Insomma, nella Capitale si possono stimare dieci episodi l’anno, non di più. Dove finiscono gli altri?

Secondo i dati ufficiali del Telefono, il 60% dei casi ritenuti rilevanti viene segnalato proprio ai servizi sociali (seguono forze di polizia, Asl e questure). La onlus, interpellata, fa rispondere da un funzionario interno, ma chiede di mantenerlo anonimo: “Il problema è che il 114 è ancora poco riconosciuto dagli operatori. E poi pesiamo poco sulla rete sociale, cerchiamo strade alternative”.

La responsabile della Comunicazione, Cristina Massara, puntualizza: “Le procedure sono garantite e certificate, tutto avviene nel rispetto del protocollo”.
Andrea Bollini è presidente del Cismai, 64 strutture pubbliche e private di tutta Italia altamente specializzate nella cura dei minori: “Nella mia esperienza i casi partiti da Telefono Azzurro sono pochissimi. E può configurarsi un conflitto d’interessi se lo stesso ente gestisce il 114 e i centri di cura. Speriamo che il prossimo bando sia di livello europeo, per affidare il servizio al soggetto più adeguato. Proporrei di sfruttare meglio gli Uffici Minori delle questure, strutture ormai prontissime a gestire la fase di emergenza. Poi, per la presa in carico, servono investimenti strutturali nelle istituzioni pubbliche già esistenti. Le operazioni di facciata sono inutili. E a volte dannose”.

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Licenziamenti Telefono Azzurro

Pubblicato da lavoratorinoprofit su gennaio 6, 2010

telefonoazzurroTelefono azzurro taglia il call center di Palermo
Repubblica (Palermo) — 31 dicembre 2009

Telefono Azzurro taglia 29 contratti del suo call center a Palermo e sostituisce la metà degli operatori, professionistie psicologhe, con i volontari del Servizio civile nazionale. La onlus che gestisce il servizio ha ottenuto la proroga della convenzione con il ministero e, denunciano i sindacati, ha anche beneficiato di donazioni elevate, come quella dello sceicco arrivato a Palermo lo scorso anno e che ha regalato 2 milioni di euro. All’ associazione anche i fondi della Regione.

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Il gioco di parole  potrebbe venire quasi naturale: è emergenza al Servizio Emergenza Infanzia. Dal momento che, però, si ha a che fare con la salvaguardia di posti di lavoro da un lato, e la tutela di bambini e adolescenti in difficoltà dall’altro, va da sè che motivi per scherzare ce ne siano veramente pochi. Da domani, primo gennaio 2010, tutti gli operatori del 114, il servizio  gestito dall’Associazione Sos Telefono Azzurro Onlus, perderanno il loro posto di lavoro: ventisei persone che allo scoccare della mezzanotte saluteranno l’arrivo dell’anno nuovo con l’angoscia di ciò che può riservare loro questo inizio di 2010 così incerto.

Le motivazioni addotte dai vertici dell’Associazione fanno riferimento ad esigenze di natura economica che renderebbero impossibile il presieguo dell’attività. Una versione comprensibile, certo, soprattutto in questo periodo di crisi economica generale, se non fosse per alcuni aspetti che non vanno per nulla sottovalutati nè, tantomeno, taciuti. Esiste, ad esempio, una proroga concessa dal Ministero della Pari Opportunità che assicurerebbe la continuazione del Servizio con tutti gli operatori almeno fino ad aprile. Ma non è tutto. Un’associazione come quella delTelefono Azzurro, infatti, che trova le risorse per sopravvivere anche e soprattutto nelle donazioni, avrebbe ricevuto appena un anno e mezzo fa un sostanzioso assegno (si parla di circa 2 milioni e mezzo di euro) da parte di un ricco benefattore di passaggio a Palermo.

Una situazione dai contorni poco chiari per non dir proprio oscuri, dunque, che si arricchisce di altri due elementi interessanti da sottoporre all’attenzione. Innanzitutto il fatto che la sede palermitana dell’Associazione SosTelefono Azzurro Onlus gode del privilegio di poter essere ospitato in un grande appartamento confiscato alla mafia; secondo il fatto che in Campania nei giorni scorsi, l’associazione ha aperto un nuovo centro Territoriale con, naturalmente, nuovi operatori: insomma, una strategia che mal si concilia con quell’annuncio di mancanza fondi comunicato due giorni fa ai dipendenti di Palermo.

Ma con questa drastica riduzione del personale, il Servizio come affronterebbe l’enorme mole di raccolta e smistamento delle segnalazioni che arrivano ogni giorno da tutta Italia? Secondo i vertici il lavoro dovrebbe ricadere solo ed esclusivamente sulle spalle dei volontari del Servizio Civile Nazionale. Una soluzione che sì, consentirebbe una notevole riduzione dei costi, ma che non terrebbe conto della delicatezza e dell’importanza sociale del servizio in questione. Spesso, infatti, accade che al di là dell’indiscusso impegno profuso dai giovani volontari, questi si trovino innanzi a limiti oggettivi legati ad un fattore di inesperienza che si traduce in una incapacità nella gestione dei casi.

Intanto i sindacati Filcams Cgil e Fisascat Cisl si sono già attivati presso il Ministero e la Regione Siciliana per “denunciare tale anomala situazione ed intraprendere una vertenza a salvaguardia dei posti di lavoro e del servizio”. Un’azione che ha portato i vertici dell’Associazione a fissare per il 5 gennaio un nuovo incontro con gli operatori.

Repubblica 24
5 gennaio 2010

Interrotte le trattative per il rinnovo dei contratti per i circa cinquanta dipendenti di Sos Telefono Azzurro di Palermo e Milano, rimasti senza lavoro dallo scorso 31 dicembre. Gia’ in occasione dell’incontro tenutosi il 30 dicembre, la Filcams Cgil e la Fisascat Cisl avevano proposto soluzioni per salvaguardare i livelli occupazionali dei lavoratori, assunti nel 2007 a seguito di una procedura di emersione, sostenendo anche il ricorso alla Cassa Integrazione in deroga. Durante l’incontro svoltosi oggi, l’azienda non ha accolto nessuna delle proposte avanzate dai sindacati.

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