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APPELLO PER LA COSTITUZIONE DI UN COORDINAMENTO NAZIONALE DI LAVORATORI E LAVORATRICI NEL TERZO SETTORE
Pubblicato da lavoratorinoprofit su Giugno 25, 2008
COORDINAMENTO ROMANO LAVORATORI/TRICI DEL TERZO SETTORE
Per adesioni e contatti: coord.terzosettore@email.it
La situazione nel terzo settore, nel quale sono comprese attività diverse dai servizi alla persona di ambito sanitario o socio assistenziale, educativo e scolastico fino ai servizi culturali e ambientali, di mediazione interculturale, di vigilanza e di guardiania, spesso con servizi pubblici esternalizzati, sta risentendo in maniera più decisa dei generali problemi sul lavoro e della riduzione dei diritti a lavoratori e lavoratrici. Un precariato esteso e strutturale, salari bassi e condizioni di lavoro e di vita insoddisfacenti in questo settore, anche per chi ha un lavoro a tempo indeterminato ma è soggetto ai ritmi di bandi di gara e di affidamenti di servizi e progetti, sta diventando una delle caratteristiche fondamentali, accompagnato da una progressiva dequalificazione dei servizi pubblici erogati alla cittadinanza.
Altrettanto insufficiente e inadeguato è stato il ruolo dei partiti e dei “sindacati concertativi”, troppo spesso incastrati in dinamiche politiche e di intrecci economici da non poter efficacemente rappresentare gli interessi di lavoratori e lavoratrici, anzi nel caso di molti sindacalisti l’intreccio con i responsabili di cooperative, associazioni, aziende e enti rende ancora più difficile la comprensione del soggetto da individuare come “prima controparte”.
Del resto, è ancora incompleto l’intervento dei vari sindacati di base e autorganizzati, che pure in questo settore hanno raggiunto importanti risultati in diverse situazioni aziendali o locali, ma che non sono ancora riusciti a fare un deciso passaggio di unità di azione, pur mantenendo le loro differenze e specificità, creando le condizioni per un coordinamento nazionale che sappia collegare realtà diverse e settori solo in minima parte organizzati sui posti di lavoro, superando l’attività sindacale “classica” e raggiungendo quei rapporti di forza tali da rimettere in discussione i rinnovi contrattuali, le condizioni di adeguamento salariale con l’aumento del costo della vita, le condizioni di vita di operatori e operatrici e lo stesso meccanismo di esternalizzazione di importanti e strategici servizi pubblici o la privatizzazione degli stessi, con un peggioramento di chi lavora e di coloro che sono i beneficiari dei servizi stessi.
Per contrastare questa tendenza e trovare strumenti agili ed efficaci che rompessero tali meccanismi “ingessati” dal punto di vista dell’autorganizzazione sui posti di lavoro (pratica che riteniamo fondamentale e anche vincente in molte vertenze di lavoro o sui servizi) da febbraio del 2008 a Roma abbiamo costituito un coordinamento di lavoratori e lavoratrici del terzo settore, alla luce di esperienze precedenti, che comprendesse settori diversi a prescindere dal contratto collettivo nazionale di riferimento o dall’essere dipendenti, soci o precari di vario tipo, coordinamento unificato da percorsi ed esigenze comuni e condivise, strumento costruito e gestito dal basso che ponesse di nuovo come prioritari alcuni fatti e interessi, spesso sacrificati: quelli dei lavoratori e delle lavoratrici e indirettamente anche dei beneficiari dei servizi, “gli utenti”.
Compito difficile nell’attuale scenario di profondi cambiamenti e di attacchi ai diritti minimi, ma che non intendiamo far rimanere una esperienza solo locale.
Per questo, con questo appello, intendiamo lanciare un chiaro segnale ad altre realtà e gruppi attivi o desiderosi di muoversi, per ricostruire un efficace e combattivo CCOORDINAMENTO NAZIONALE NEL TERZO SETTORE, con pratica autorganizzata, partecipazione con scelte dal basso e decisioni di intervento in ambito nazionale sugli aspetti sopra enunciati, di sostegno a situazioni locali, che rompa forme di isolamento, di collocazione solo territoriale, di scelte di stampo verticistico nelle questioni lavorative e della gestione dei servizi in questo settore, non delegando più agli apparati sindacali filodatoriali, al sistema partitico, la difesa e la rappresentanza degli interessi di lavoratori e lavoratrici.
Siamo consapevoli e in alcune realtà locali lo abbiamo già verificato, che dalla nostra parte possono schierarsi sindacati di base, strutture autorganizzate o delegati-e che sono ancora interni ai sindacati confederali, che spesso come nella nostra situazione locale hanno sostenuto o sono parte attiva nelle lotte e nella costruzione di piattaforme, ma siamo anche consapevoli che non esiste un modello esportabile in tutta Italia o anche solo in altre Regioni.
Coloro che condividono con noi gli obiettivi minimi, la pratica e la necessità di organizzarsi in un coordinamento nazionale del terzo settore, sono i benvenuti per mettere in pratica, con i fatti e non solo con le dichiarazioni, questo importante strumento. A Roma il coordinamento locale raccoglie in due mesi di attività circa 15 situazioni di posto di lavoro, gli impegni non mancano e a fine maggio terremo la nostra prima assemblea pubblica cittadina. Invitiamo strutture già organizzate, gruppi di lavoratori e lavoratrici, altri coordinamenti locali già formati, a percorrere con noi questa strada e a contattarci per una riunione finalizzata alla costituzione di un COORDINAMENTO NAZIONALE DI LAVORATORI E LAVORATRICI DEL TERZO SETTORE.
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