Lavoro e No Profit

Terzo Settore. La nuova frontiera della lotta per i diritti dei lavoratori!

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Donazioni partiti politici e onlus – detrazione fiscale 27%

Pubblicato da lavoratorinoprofit su maggio 15, 2012

Partiti e onlus, sgravi al 27% Il finanziamento va in Aula

Il Sole 24ore 15 maggio 2012

Chi effettuerà donazioni a partiti e Onlus avrà diritto a una detrazione fiscale al 27%. È una delle modifiche al testo unificato sul finanziamento ai partiti illustrata ieri in Aula alla Camera dai relatori Gianclaudio Bressa (Pd) e Giuseppe Calderisi (Pdl). Nel testo uscito dalla commissione Affari costituzionali la detrazione per chi donava ai partiti da 50 a 10mila euro veniva alzata dall’attuale 19% al 38% e veniva lasciato al governo il compito di emanare un decreto per uniformare le Onlus a questa disciplina. Ieri la decisione dei relatori di uniformare direttamente al 27% la detrazione sia per i partiti sia per le Onlus. Con una clausola di “salvaguardia” per le casse dello Stato se il meccanismo delle detrazioni risultasse troppo oneroso, come annunciato da Calderisi: «Qualora il vantaggio fiscale per i cittadini superi l’importo massimo di 6 milioni di euro verrebbe ridotto l’ammontare corrispettivo del contributo pubblico relativo al finanziamento». [...]

L’articolo completo all’indirizzo:

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-05-15/partiti-onlus-sgravi-finanziamento-064047.shtml?uuid=AbHbhjcF

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Dialogatore face-to-face

Pubblicato da lavoratorinoprofit su maggio 30, 2009

Vi racconto il mio lavoro di dialogatore face to face
Bertrando Goio (Trieste) lettera a Repubblica 29 maggio 09

Sono un giovane adulto (così si dice oggi) di 33 anni. Laurea in Storia e Dottorato in Geopolitica, Università di Trieste. Trovo solo lavori di pochi mesi, sottopagati, in nero. L’ultima novità, dopo centinaia di curriculum inviati, mi trovo a fare il dialogatore face to face, da Lunedì a Sabato, senza ferie. Sei ore in piedi non-stop a tentare di convincere una fetta di umanità a versare soldi per qualche causa, ecologista o umanitaria. E’ un lavoro e come tale l’ho preso. Salvo poi farmi redarguire dal, ora si chiama così il capo, team leader: devo avere un atteggiamento positivo e vincente (frasi fatte imparate sul libretto). In sei ore si fanno 2, 3 sottoscrizioni. Le sei ore diventano poi otto a discrezione del team leader, che se deve vedere la partita di calcio, ci dice che si va a casa mezz’ora prima. Dov’è finito il rispetto per le persone? Dov’è finita la dignità? Forse i mendicanti faticano meno e guadagnano di più Dovrà durare ancora questo stato di cose? Arriverò con bastone e dentiera a chiedere: “signora, ha visto? Aiutiamo i bambini, venga che le faccio vedere”? Io temo di si.

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La più grande Onlus del Mondo

Pubblicato da lavoratorinoprofit su febbraio 12, 2009

La questua
Quanto costa la Chiesa agli italiani
di Curzio Maltese
ed. Feltrinelli

questua2
Quanto costa la Chiesa cattolica ai contribuenti italiani? Chi gestisce il fiume di denaro che passa ogni anno dalle casse dello Stato alle istituzioni ecclesiastiche? E come vengono usati questi soldi?
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Un miliardo di euro dai versamenti dell’otto per mille. 650 milioni per gli stipendi degli insegnanti di religione. 700 milioni per le convenzioni su scuola e sanità. 250 milioni per il finanziamento dei Grandi Eventi. Una cifra enorme passa ogni anno dal bilancio dello Stato italiano e degli enti locali alle casse della Chiesa cattolica. A cui bisognerebbe aggiungere almeno il cumulo di vantaggi fiscali concessi al Vaticano e oggi al centro di un’inchiesta dell’Unione europea: il mancato incasso dell’Ici, l’esenzione da Irap, Ires e altre imposte, l’elusione consentita per le attività turistiche e commerciali. Per un totale di circa 4 miliardi di euro, più o meno mezza finanziaria, l’equivalente di un Ponte sullo Stretto o di un Mose all’anno. Una somma (è la stessa Conferenza episcopale italiana a dichiararlo) che solo per un quinto viene destinata a interventi di carità e di assistenza sociale.
Con il piglio del grande cronista Curzio Maltese snocciola cifre e dati, scandaglia documenti, bilanci e siti internet, dà voce a fonti insospettabili, in un’inchiesta sorprendente e coraggiosa che rielabora, amplia e integra i materiali già pubblicati a puntate sulle pagine di “Repubblica”. Il suo non è un attacco alla Chiesa in quanto tale, tanto meno lo sfogo di un anticlericalismo di maniera. È il tentativo di fare luce su una realtà troppo poco conosciuta e non sempre trasparente, che tocca però nervi sensibilissimi della democrazia italiana come la lealtà fiscale, la corretta gestione delle risorse pubbliche, la laicità dello Stato. Una realtà, inoltre, che provoca non pochi disagi all’interno stesso del mondo dei fedeli, se è vero che importanti intellettuali cattolici hanno denunciato “il dirigismo, il centralismo e lo strapotere raggiunto dalla burocrazia nella Chiesa”.

Qui l’autore presenta il libro: http://www.radioradicale.it/scheda/253832

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Vendere la povertà sul Web

Pubblicato da lavoratorinoprofit su gennaio 27, 2009

Vendere la povertà sul Web

di Enrico Crespi (Gennaio 19, 2009)

Una recente ricerca della School of Management del Politecnico di Milano e della Nielsen, ci dice che il 54 per cento degli Italiani preferisce il web alla televisione, soprattutto nella fascia oraria fra le 20:00 e le 22:00. Quindi in calo anche i testimonials televisivi (spesso utilizzati da ONLUS\ONG) come mezzo per rastrellare fondi che, di norma, parlano di progetti e paesi senza sapere neanche dove sono.
Il no-profit italiano s’è dunque avventurato nel Web, un po’ in ritardo rispetto agli altri paesi. L’ultimo Natale, anche a causa della crisi economica e della diminuzione prevista delle donazioni, tutti si sono scatenati con market places di prodotti, copiatura di format americani con giochi vari, acquisto di spazi nei blogs.
Mi domando ha senso porre sul proprio blog (anche ricevendo qualche spicciolo) un messaggio copiato dal sito dell’associazione senza conoscere, condividere ciò che fa. Ed è etico per l’associazione pagare per questo tipo di comunicazione. Quali risultati può portare se non vi è un legame di conoscenze e partecipazione fra chi dona e chi riceve. Lo stesso per i market places “solidali” in cui si vendono pozzi, banchi, bambini senza sapere neanche dove.
Sarò fissato ma vedo un filo unico di superficialità (e puro commercio mascherato) in questa forma di comunicazione che passa dai MDGs, alle grandi multinazionali dell’assistenza, per finire alle piccole ONG del Tutti a Tavola

Per l’articolo completo vai a: http://crespienrico.wordpress.com/tag/fundraising/

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Un riconoscimento ONLUS non si nega a nessuno….

Pubblicato da lavoratorinoprofit su dicembre 4, 2008

TERRORISMO: LUPI E FARINA, FONDAMENTALISMO ISLAMICO PRIMARIA EMERGENZA
http://www.asca.it/moddettnews.php?idnews=795038&canale=ORA&articolo=TERRORISMO:%20LUPI%20E%20FARINA,%20FONDAMENTALISMO%20ISLAMICO%20PRIMARIA%20EMERGENZA

(ASCA) – Roma, 3 dic – ”L’arresto di due immigrati marocchini mentre si apprestavano a preparare, con altri frequentatori del Centro Culturale Pace Onlus di Macherio, attentati terroristici contro siti sensibili della nostra Brianza, in particolare Giussano, Seregno e Lissone, impone di considerare il fondamentalismo islamico coma la prima emergenza del nostro territorio, prima ancora della crisi economica. La crisi deprime, il terrorismo annienta”: lo affermano in una nota congiunta i deputati Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera dei deputati e Renato Farina, ambedue Pdl.

”Colpisce che il Centro Culturale, dove erano ospitate queste cellule di Al Queida, abbia partecipato alla marcia della pace, organizzata in totale buona fede dai missionari salesiani di Desio, e che alla luce del sole si professasse per il dialogo mentre sotterraneamente -aggiungono- tramasse contro il popolo che li aveva accolti e perfino finanziati”.

”Noi comunque -rilevano Lupi e Farina- ci ostiniamo a credere che sia possibile una vera e positiva integrazione dei tanti immigrati, anche islamici, che danno il loro contributo allo sviluppo della nostra societa’ lavorando seriamente. Questo tuttavia e’ possibile solo se, da un lato si rafforza il senso e la consapevolezza dell’identita’ di questa terra che fa riferimento alle radici cristiane, capace di accoglienza ma realista e nemica di ogni propaganda di odio, dall’altro lato e’ necessario che la comunita’ islamica diventi una casa di cristallo in grado di isolare i suoi esponenti fondamentalisti”.

”Una domanda: possibile che non ci sia, tra i numerosissimi partecipanti alle assemblee e ai raduni islamici o interreligiosi, qualcuno -chiedono i due deputati- che sappia percepire il pericolo di queste presenze? Come possono continuare a proliferare, trovando addirittura luoghi e sedi dove esprimersi senza essere cacciati?”.

”Fatte queste doverose considerazioni, -concludono- desideriamo ringraziare le Forze dell’Ordine e la Magistratura per il lavoro di indagine svolto e invitiamo la comunita’ a non considerare gli immigrati (e tra essi gli islamici) come nemici indiscriminatamente, ma come persone a cui chiediamo fermamente di riflettere sulle origini di tanta violenza perpetrata da alcuni loro correligionari”.

min/mcc/ss

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Volontariato, ecco chi suda in silenzio

Pubblicato da lavoratorinoprofit su novembre 18, 2008

di Pino De Luca

(AprileOnLine 17 novembre 2008)
La testimonianza
Le impressioni di chi ha partecipato ai lavori di un seminario organizzatto dal Centro Servizi per il Volontariato. Una realtà silenziosa e spesso oscurata dai media, che invece rappresenta il tessuto vivo a sostegno delle situazioni di disagio, più di quante si possano immaginare. Con un consiglio: diffidate di chi si vanta.
Lo scorso 8 novembre, nel prestigioso Castello Dentice di Frasso di Carovigno, il CSV (Centro Servizi per il Volontariato) di Brindisi ha organizzato un seminario di studi in preparazione delle attività per l’anno 2009. Il Comitato Direttivo del CSV, dimostrando alta considerazione per la cultura, ha nominato un Comitato Scientifico di supporto alle iniziative e alle decisioni. Comitato Scientifico composto da Gigi Perrone, Docente di Sociologia all’Università del Salento, Angelo Salento, ricercatore della medesima Università, Danilo Urso, Docente di Sistemi Industriali all’Università di Firenze, Maurizio Portaluri oncologo di chiara fama. Ragioni imperscrutabili e che mi onorano tantissimo hanno permesso di accostare il mio umile nome a così alta compagnia, e ragioni altrettanto misteriose hanno indotto i miei titolati colleghi a darmi l’incarico di presiedere il Comitato Scientifico. Sicché ho potuto fare una bellissima esperienza: partecipare alla assemblea delle associazioni di volontariato della provincia di Brindisi iscritte al CSV.
Dare i numeri è cosa che evito di fare, ma comunicare che il panorama della coesione sociale è vastissimo è cosa che deve essere evidenziata. Ho avuto il privilegio di condurre uno dei sette gruppi di lavoro come facilitatore, questo mi ha permesso di conoscere delle persone veramente speciali, persone che lavorano in associazioni vere, con missioni vere e scelte vere. Il mio gruppo si è occupato della relazione tra Società e Rischio, e sono rimasto impressionato dalla varietà di contributi di grande pertinenza che sono stati prodotti da osservatori differenti.
Finalmente una discussione pregna di significato, di valore e di esempi sperimentati sul campo. Ho conosciuto la prima associazione di volontariato nata in virtuale e consolidatasi in reale, la Fasancult. Un’altra, piccolissima, che si occupa di mediazione familiare, un’altra ancora di malattie mentali e una delle emergenze economico-sociali, quotidiane, che saranno piccole ma per chi le vive sono montagne insormontabili, e ancora una che contrasta le tossicodipendenze. Tante associazioni, alcune grandi o grandissime altre microscopiche ma tutte vere. Dico vere perché vi sono associazioni e associazioni, indipendentemente dal tema che unisce gruppi più o meno grandi di persone, vi sono delle caratteristiche essenziali che fanno riconoscere il volontariato vero da quello peloso.
La questione è talmente sentita che un gruppo, facilitato da Enzo Greco, ha sentito il bisogno di concentrarsi sull’etica del volontariato per stabilire canoni e criteri, sostanzialmente per distinguere il grano dalla lolla. L’opinione condivisa collettivamente da queste straordinarie persone è che il volontariato deve caratterizzarsi per la gratuità e per l’azione continua.[...]

L’articolo completo su AprileOnLine: http://www.aprileonline.info/notizia.php?id=9913

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L’Italia del noprofit produce e si allarga

Pubblicato da lavoratorinoprofit su ottobre 2, 2008

Da Metro, giovedì 2 ottobre 2008

Economia. In un priodo di crisi violenta come questo, per gli esperti è normale vedere l’economia sociale godere di buona salute. In Italia però ong, associazioni di volontariato e di promozione sociale, fondazioni e cooperative stanno non solo prosperando, ma piano piano cominciano ad allargare la loro sfera di influenza. Infatti il terzo settore non è più confinato a sanità ed assistenza sociale, ma sta intensificando anche la sua propensione produttiva, specialmente nel campo dei servizi per i cittadini. Il primo rapporto sull’economia sociale fatto in sinergia da Cnel e Istat lo conferma: ormai nel comparto lavorano 3 milioni di persone, e di associazioni e fondazioni se ne contano più di 220.000. Tanto che l’Istat vuole arrivare al censimento delle organizzazioni no profit entro il 2009. (V.M.)

38 miliardi è il fatturato complessivo del terzo settore nel nostro paese.

15 per cento è la crescita media annua del no profit in Italia.

Metronews

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Riflessioni sulla norma antielusiva riguardante gli stipendi del personale dipendente delle Onlus

Pubblicato da lavoratorinoprofit su settembre 26, 2008

Riflessioni sulla norma antielusiva riguardante gli stipendi del personale dipendente delle Onlus
dr. Vadis Cappa

In attesa dei decreti delegati sulla nuova normativa, le Onlus in particolare, devono sottostare ad una serie di vincoli che giustifichino le agevolazioni fiscali a cui hanno diritto. Tali vincoli hanno però dei risvolti involontariamente “discriminatori” sui lavoratori subordinati e creano, negli enti più strutturati, dei problemi nella gestione del personale.

Introduzione

Il settore non profit negli ultimi anni sta crescendo sempre di più. Gran parte delle aziende non profit si occupa dei servizi alle persone, settore di cui si prevede grande sviluppo nei prossimi anni in termini di aumento del tasso di occupazione italiano. In questa direzione si sta muovendo il Governo che per riorganizzare il settore, specialmente per le strutture socio sanitarie assistenziali di medie dimensioni, ha introdotto una nuova tipologia di impresa: l’impresa sociale.[...]

Articolo completo su: http://www.diritto.net/content/view/778/6/

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(ROMA) Tre milioni di euro per portare a scuola i bimbi rom

Pubblicato da lavoratorinoprofit su settembre 10, 2008

Tre le onlus che si occuperanno della scolarizzazione di oltre 2mila piccoli.

Il Comune di Roma investirà due milioni di euro per la scolarizzazione di 2.016 bambini rom che abitano in città. E saranno le onlus “Arci Solidarietà Lazio”, “Casa dei diritti sociali Focus” e “Ermes cooperativa sociale” a gestire il servizio per l’anno scolastico 2008-2009. Si tratta di nove lotti, ognuno dei quali si occuperà del servizio in uno o più municipi e che si aggiudicheranno le tre onlus. Resterà fuori dunque la Comunità di Capodarco che insieme all’Arci aveva curato la scolarizzazione dei bimbi rom negli ultimi anni.[...]

La notizia completa su Dnews, mercoledì 10 settembre 2008

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Agenzia per le Onlus – Linee Guida e Schemi per la redazione dei bilanci di esercizio degli enti non profit

Pubblicato da lavoratorinoprofit su luglio 18, 2008

Agenzia per le Onlus
LINEE GUIDA E SCHEMI PER LA REDAZIONE DEI BILANCI DI
ESERCIZIO DEGLI ENTI NON PROFIT

Maggio 2008
Indice
Presentazione del Prof. Adriano Propersi
Nota introduttiva
I. Principi generali
1. Obiettivi del documento
2. I soggetti interessati
3. Contenuto del bilancio
II. Documenti di bilancio
1. Stato Patrimoniale
2. Rendiconto Gestionale
3. Conto Economico Gestionale
4. Semplificazione per gli enti minori: rendiconto degli incassi, dei
pagamenti e situazione patrimoniale
5. Nota integrativa
6. Relazione di missione
III. Criteri di valutazione
1. In vista della statuizione di principi contabili
2. Il patrimonio degli enti e le erogazioni liberali
3. La valutazione delle immobilizzazioni materiali
Appendice – Schemi di bilancio
Glossario

Per scaricare il documento intero in formato .pdf clicca qui.

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