Pubblicato da lavoratorinoprofit su marzo 20, 2010
Giulio Marcon
Le Ambiguità degli aiuti umanitari
Indagine critica sul Terzo Settore
Feltrinelli, 2002 pp. 187 (ISBN 9788807710070)
Dalle Ong all’intervento umanitario nei conflitti, dall’appoggio statale alle organizzazioni di volontariato alle grandi corporation del “mercato della bontà” sono molte le attività che si fregiano dell’etichetta “volontariato”. Marcon, un esperto del settore, ne mostra limiti e grandezze, in un testo destinato a far discutere. È tutto oro ciò che luccica? Cresciuto dapprima silenziosamente negli anni ottanta e finalmente esploso in tutta la sua importanza negli ultimi anni, il mondo del volontariato ha acquisito quell’importanza politica che gli è dovuta. Ma, in realtà, sono molte le zone d’ombra presenti nel suo arcipelago in cui sono apparentate tra loro in modo indistinto organizzazioni di appoggio alla politica estera dei singoli stati nazionali e associazioni che, viceversa, non possono contare su sostegni statali ma che al contempo sono motivate da fortissime ragioni di carattere etico. Anche la questione della riduzione del Welfare State si pone con sempre maggiore urgenza sullo sfondo della questione “volontariato”. Molto spesso, infatti, l’uso che viene fatto (e in alcuni casi teorizzato) delle associazioni di base è considerato come la conseguenza di un disimpegno dello stato nell’intervento sociale. Marcon, uno dei protagonisti dell’impegno umanitario, conduce una serie di riflessioni sull’intera galassia del volontariato, ma senza peli sulla lingua, in un libro destinato ad accendere più di una polemica.
Indice – Sommario
Introduzione
1. Tra globalizzazione e crisi del welfare
2. La cooperazione allo sviluppo e le Ong
3. Emergenze, guerre e organizzazioni umanitarie
4. Il Terzo settore tra business e parastato
5. Movimenti sociali e alternative concrete
Conclusioni
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Pubblicato da lavoratorinoprofit su luglio 10, 2009

L’industria della Solidarietà
di Linda Polman
Ed. Mondadori, pp. 214
La Feltrinelli ed.
Dopo anni trascorsi ad analizzare il complesso e contraddittorio ruolo delle organizzazioni umanitarie, il libro mette a confronto le loro nobili dichiarazioni di intenti e la dura realtà del lavoro quotidiano che devono affrontare nelle zone di guerra. Chi avrebbe mai immaginato che in un settore come quello della cooperazione internazionale, in cui il profitto non è l’obiettivo precipuo delle organizzazioni e i dipendenti sono persone disposte a sacrificare la propria vita per cercare di migliorare quella degli altri, i rapporti tra le diverse Organizzazioni Non Governative che vi operano sono altamente competitivi? Nessuno ci ha mai raccontato che l’industria degli aiuti umanitari è la quinta economia mondiale. E neppure che i costi di avvio di un’operazione in zona di guerra sono altissimi e generano la paradossale convenienza a rimanere il più a lungo possibile, indipendentemente dal reale bisogno di protrarre un intervento, una volta affrontate queste enormi spese.
Il Mondo delle ONG una vera potenza
di Fabio Scuto
su Il Venerdì di Repubblica 10 luglio 2009
Indagine sulla galassia “umanitaria” che si mette in moto a ogni crisi nel Pianeta. Una realtà complessa, con 40mila Ong animate da scopi nobilissimi, ma spesso, con logica di mercato, in aperta concorrenza tra loro. Con un business da sei miliardi di dollari l’anno. Questa è la Quinta economia del mondo (però non siede mai ai G8).
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Pubblicato da lavoratorinoprofit su febbraio 12, 2009
La questua
Quanto costa la Chiesa agli italiani
di Curzio Maltese
ed. Feltrinelli

Quanto costa la Chiesa cattolica ai contribuenti italiani? Chi gestisce il fiume di denaro che passa ogni anno dalle casse dello Stato alle istituzioni ecclesiastiche? E come vengono usati questi soldi?
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Un miliardo di euro dai versamenti dell’otto per mille. 650 milioni per gli stipendi degli insegnanti di religione. 700 milioni per le convenzioni su scuola e sanità. 250 milioni per il finanziamento dei Grandi Eventi. Una cifra enorme passa ogni anno dal bilancio dello Stato italiano e degli enti locali alle casse della Chiesa cattolica. A cui bisognerebbe aggiungere almeno il cumulo di vantaggi fiscali concessi al Vaticano e oggi al centro di un’inchiesta dell’Unione europea: il mancato incasso dell’Ici, l’esenzione da Irap, Ires e altre imposte, l’elusione consentita per le attività turistiche e commerciali. Per un totale di circa 4 miliardi di euro, più o meno mezza finanziaria, l’equivalente di un Ponte sullo Stretto o di un Mose all’anno. Una somma (è la stessa Conferenza episcopale italiana a dichiararlo) che solo per un quinto viene destinata a interventi di carità e di assistenza sociale.
Con il piglio del grande cronista Curzio Maltese snocciola cifre e dati, scandaglia documenti, bilanci e siti internet, dà voce a fonti insospettabili, in un’inchiesta sorprendente e coraggiosa che rielabora, amplia e integra i materiali già pubblicati a puntate sulle pagine di “Repubblica”. Il suo non è un attacco alla Chiesa in quanto tale, tanto meno lo sfogo di un anticlericalismo di maniera. È il tentativo di fare luce su una realtà troppo poco conosciuta e non sempre trasparente, che tocca però nervi sensibilissimi della democrazia italiana come la lealtà fiscale, la corretta gestione delle risorse pubbliche, la laicità dello Stato. Una realtà, inoltre, che provoca non pochi disagi all’interno stesso del mondo dei fedeli, se è vero che importanti intellettuali cattolici hanno denunciato “il dirigismo, il centralismo e lo strapotere raggiunto dalla burocrazia nella Chiesa”.
Qui l’autore presenta il libro: http://www.radioradicale.it/scheda/253832
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