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Terzo settore. Agenzia delle Entrate: “Regole più strette sulle agevolazioni per le associazioni”

Posted by lavoratorinoprofit su maggio 5, 2009

Terzo settore. Agenzia delle Entrate: “Regole più strette sulle agevolazioni per le associazioni”
(10 aprile 2009)
Agenzia delle Entrate
http://www.superabile.it/web/it/CANALI_TEMATICI/Associazioni/Inchieste/info-1934343973.html”>SuperAbile-Inail

Circolare dell’Agenzia delle entrate: in arrivo regole più stringenti per gli enti di tipo associativo che beneficiano di norme di favore e nuove agevolazioni in campo per le Onlus. Ecco i primi dettagli…

ROMA – In arrivo regole più stringenti per gli enti di tipo associativo che beneficiano di norme di favore e nuove agevolazioni in campo per le Onlus. Da quest’anno, infatti, come spiega la circolare 12/E dell’Agenzia delle Entrate, pubblicata oggi, “per godere dei benefici fiscali, ai fini delle imposte sui redditi e dell’Iva, gli enti associativi di natura privatistica, incluse le società sportive dilettantistiche e le organizzazioni di volontariato, sono tenuti a comunicare all’Agenzia i dati e le notizie rilevanti ai fini del controllo fiscale”. Obiettivo primario della novità, introdotta dal decreto anticrisi (dl 185 del 2008), è “di tutelare le forme associazionistiche incentivate e, al contempo, contrastarne l’uso distorto che lede la libertà di concorrenza tra gli operatori commerciali”.

Dall’obbligo di comunicazione dei dati, continua la circolare, restano comunque escluse alcune specifiche categorie: “le associazioni pro-loco che abbiano esercitato l’opzione per il regime agevolativo (legge 398 del 1991), avendo realizzato nel periodo d’imposta precedente proventi inferiori a 250mila euro”; gli “enti associativi dilettantistici iscritti nel registro del Coni che non svolgono attività commerciale”; le “organizzazioni di volontariato” iscritte nei registri regionali (art.6 legge 266 del 1991) “che non svolgono attività commerciali diverse da quelle marginali”.

La circolare chiarisce, inoltre, che le associazioni di volontariato “non possono assumere la qualifica di Onlus di diritto se svolgono attività commerciali diverse da quelle marginali e pertanto anche per loro scatta l’obbligo di comunicazione delle notizie rilevanti ai fini del controllo fiscale”. Inoltre “sempre il decreto anticrisi ha stabilito nuove regole in favore delle Onlus in tema di beneficenza e di imposta catastale. La circolare, in particolare, spiega che “rientra nella beneficenza”, quale settore d’attività in cui possono operare le Onlus, oltre all’attività di erogazione gratuita in denaro o in natura” a favore degli indigenti, anche quella di “erogazione gratuita di somme di denaro provenienti dalla gestione patrimoniale della Onlus” o da campagne di raccolta di donazioni, “a favore di enti che presentino i requisiti stabiliti dallo stesso decreto anticrisi”.

Infine, con efficacia temporale limitata al 31 dicembre 2009, il decreto 185 del 2008 ha previsto “un’imposta catastale fissa di 168 euro per i trasferimenti a titolo oneroso in favore delle Onlus, a condizione che l’immobile venga utilizzato per lo svolgimento delle attività istituzionali”. Il testo completo della circolare 12/E è disponibile sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate – www.agenziaentrate.gov.it – all’interno della sezione Circolari e Risoluzioni. Su FiscoOggi.it sarà inoltre pubblicato un articolo di approfondimento.

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Via libera alla onlus che fa soldi

Posted by lavoratorinoprofit su dicembre 5, 2008

Italia Oggi 11 Ottobre 2008
di Debora Alberici

La Cassazione dà il via libera alle onlus per produrre profitti. Infatti d’ora in avanti potranno gestire attività non rivolte necessariamente ai poveri e quindi farsi pagare. Resta fermo il limite della distribuzione degli utili.È questo il nuovo e importante principio affermato dalle Sezioni unite della Cassazione che, con la sentenza n. 24883 del 9 ottobre 2008, hanno respinto il ricorso dell’Agenzia delle entrate. [...] La Suprema corte, questa volta, ha segnato un importante punto in favore delle onlus nell’ormai storico braccio di ferro contro il fisco. Infatti l’amministrazione finanziaria tenta da anni di restringere sempre di più il numero di associazioni non profit che godono di grandi benefici fiscali. E lo aveva fatto anche nel caso sottoposto all’esame del Collegio esteso che è iniziato qualche anno fa a Bologna. Un’associazione non profit, che gestiva attività per persone anziane facendo pagare loro una retta mensile (risultata poi essere proporzionata al mercato di quel momento) era stata cancellata d’ufficio, per mano dell’Agenzia delle entrate, dall’Anagrafe unica. Ciò, fra l’altro, era avvenuto nonostante il parere contrario dell’Agenzia delle onlus. Così la fondazione aveva fatto ricorso alla Commissione tributaria provinciale di Bologna che le aveva dato ragione. Stessa sorte in secondo grado. La Commissione regionale dell’Emilia Romagna aveva respinto l’appello del fisco precisando che l’articolo 10 del dlgs 460 del 1997 prevede che sono onlus “se svolgono attività di assistenza sociale e socio-sanitaria, a prescindere dalle condizioni di svantaggio dei destinatari delle stesse, purché sussista il fine solidaristico”. [...] Nessun dubbio fra il Collegio che ha confermato la legittimità dei profitti delle onlus sollecitato, fra l’altro, dalla procura generale. [...] In particolare, si legge nei passaggi più interessanti di questa pronuncia destinata a passare alla storia, “non appare incompatibile con il fine solidaristico di una onlus lo svolgimento di attività dietro pagamento. Sempre che, occorre aggiungere, attraverso il pagamento non si realizzi, accanto all’intento solidaristico, anche un fine di lucro”. Le norme sulle associazioni non profit, spiega ancora la Cassazione, dispongono la possibilità “di perseguire finalità di solidarietà sociale quando le cessioni dei beni e le prestazioni di servizi siano dirette ad arrecare benefici a persone svantaggiate in ragione di condizioni fisiche, psichiche, economiche, sociali o familiari. Quindi le attività possono essere considerate rientranti tra quelle aventi finalità di solidarietà sociale anche a prescindere dalla sussistenza di una situazione di svantaggio economico del beneficiario”. Resta fermo, tuttavia, “il divieto di distribuzione degli utili.

Per l’articolo completo vai a : http://it.biz.yahoo.com/10102008/246/via-libera-onlus-fa-soldi.html

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