Fondazioni, un patrimonio da 85 miliardi. Più “ricchi” gli istituti del Centro
(19 ottobre 2007)
Superabile-Inail
Possono vantare un patrimonio di oltre 34 milioni e, pur costituendo il 20% delle attive in Italia, assorbono il 45,5% delle entrate. In Italia coinvolgono 156.251 persone, oltre due terzi utilizza personale retribuito
ROMA – Nel 2005 le fondazioni hanno registrato entrate complessive per 15,6 miliardi di euro, con una media per istituzione di circa 3,3 milioni di euro; 11,5 miliardi di euro le uscite (circa 2,4 milioni di euro in media). Secondo l’Istat, che ha diffuso oggi i dati del primo censimento sulle fondazioni, al 31 dicembre 2005 il patrimonio complessivo ammontava a 85 miliardi di euro, con un importo medio di circa 18 milioni di euro per fondazione. Circa la metà del patrimonio complessivo è gestito dalle fondazioni bancarie e un altro 20% dagli enti di previdenza privatizzati. Gli istituti del Centro sembrano i più ricchi: il patrimonio è di circa 34.323 milioni di euro e malgrado siano solo il 20,2% delle fondazioni italiane:, assorbono il 45,5% delle entrate complessive. Seguono, con il 35,3%, le fondazioni del Nord-ovest, e, a sensibile distanza quelle del Nord-est e del Mezzogiorno, che beneficiano, rispettivamente, del 12,3% e del 6,9% del totale delle entrate.
Più “piccole” le erogative – Le entrate risultano prevalentemente concentrate tra le fondazioni miste, che costituiscono il 30,5% delle unità, ma raccolgono il 52,4% del valore totale delle entrate. Al contrario, le fondazioni operative, che costituiscono il 49,5% del totale, rappresentano il 23,3% delle entrate complessive. Infine, per le fondazioni erogative si registra una quota percentuale delle entrate (24,2%) sostanzialmente proporzionata alla loro numerosità (20,0%). Il 68% ha dichiarato un importo inferiore a 500 mila euro, il 9,6% tra 500 mila e 1 milione di euro, il 7,9% tra 1 e 2 milioni, l’8,1% tra 2 e 5 milioni e il 6,4% uguale o superiore a 5 milioni di euro. Nella tipologia delle erogative prevalgono le fondazioni di minori dimensioni economiche e in questo caso la percentuale di fondazioni con ricavi inferiore a 100 mila euro sale a circa il 55% mentre, le fondazioni medio-grandi e grandi sono maggiormente frequenti tra le operative e tra le miste: il 66% ed il 65,3% delle fondazioni appartenenti a queste tipologie mostrano, rispettivamente, livelli delle entrate uguali o superiori a 100 mila euro.
Le fonti di finanziamento – Il 78,1% delle fondazioni registra entrate di origine privata e il 21,9% di fonte pubblica: nel Mezzogiorno è meno accentuato il ricorso al finanziamento privato (70,7%), mentre è più frequente nel Nord-est e nelle regioni del Centro (rispettivamente 81,2% e 81,4%). Inoltre il 96,0% delle fondazioni erogative si finanzia con entrate di fonte privata, mentre l’incidenza del finanziamento da fonte prevalentemente pubblica presenta il livello più elevato per le operative (31,0%). Il 30,6% delle entrate delle fondazioni è costituito da redditi patrimoniali, il 25,6% dalle entrate derivanti da quote versate dai soci e dagli iscritti, il 15,7% dai ricavi derivanti da contratti e/o convenzioni con istituzioni pubbliche e il 10,4% dai ricavi da vendita di beni e servizi. Se nel Nord-ovest sono relativamente più consistenti le entrate derivanti da contratti e convenzioni (31,4%), nel Nord-est è preponderante la quota relativa ai redditi patrimoniali (53,5% ), al Centro invece prevale l’incidenza delle somme versate dai soci e/o dagli iscritti (54,3%) e nel Mezzogiorno quelle costituite dai ricavi da contratti e/o convenzioni con istituzioni pubbliche e dai sussidi e contributi (rispettivamente 43,8% e 18,1%). Le fondazioni operative si finanziano in via prevalente con entrate derivanti da contratti e o convenzioni (33,4%) e dalla vendita di beni e servizi (30,3% ), le erogative quasi esclusivamente con redditi patrimoniali (86,0%) e le miste prevalentemente con le somme versate dai soci e/o dagli iscritti (48,2%).
Oltre due terzi delle fondazioni impiega personale retribuito – Nelle fondazioni operano 156.251 persone, di cui il 52,2% (81.581 unità) sono dipendenti, il 29,5% (46.144) volontari, il 12,5% (19.469) collaboratori, il 3,3% (5.087) lavoratori distaccati o comandati da imprese o istituzioni, il 2% (3.162) religiosi e lo 0,5% (808) volontari del servizio civile. I lavoratori retribuiti (dipendenti, collaboratori e personale distaccato o comandato) sono pari a 106.137 unità, mentre le risorse umane non retribuite sono 50.114. Nel Mezzogiorno e del Nord-ovest si osserva una percentuale di dipendenti superiore a quella rilevata a livello nazionale (rispettivamente il 62,7% e 60,3% a fronte del 52,2% nazionale). Il Nord-est e, soprattutto, il Centro si distinguono per le maggiori quote di volontari (rispettivamente il 34,2% e il 57,9% a fronte del 29,5% nazionale). In quelle operative è maggiore l’incidenza relativa di dipendenti (62,1%) e di collaboratori (14,6% ), mentre nelle erogative e nelle miste i volontari presentano quote superiori al 40% (rispettivamente 41,6% e 44,5%). Le donne rappresentano il 65,1% del personale; la presenza femminile sale al 78,1% tra i lavoratori distaccati o comandati e al 71,1% tra i dipendenti, mentre, pur rimanendo al di sopra del 50%, scende al 57,8% tra i volontari e al 55,9% tra i collaboratori. Oltre i due terzi delle fondazioni (70,0%) impiega, per lo svolgimento delle proprie attività, personale retribuito (dipendenti, collaboratori e personale distaccato o comandato).
Il 73,1% impiega meno di 10 persone – La classe dimensionale nella quale si concentra il maggior numero di fondazioni (1.434 fondazioni, pari al 30,4%) è quella con 1-4 unità di personale, mentre la quota di fondazioni che ne impiegano 100 e oltre risulta limitata al 4,1%. Il 73,1% impiega meno di 10 unità. Inoltre le fondazioni operative, dovendo direttamente erogare servizi all’utenza, sono più spesso di dimensioni maggiori (il 54,2% di esse impiega almeno 5 unità di personale retribuito ed il 12,8% più di 49), mentre le erogative, occupandosi della gestione di finanziamenti a terzi, sono generalmente più piccole (l’89,6% di esse opera con meno di 5 unità di personale retribuito e lo 0,2% con più di 49). Le fondazioni miste, data la loro funzione ibrida, si collocano in una posizione intermedia (il 65,0% di esse impiega meno di 5 unità di personale retribuito e l’8,4% più di 49).