Lavoro e No Profit

Terzo Settore. La nuova frontiera della lotta per i diritti dei lavoratori!

Archivio per la categoria ‘precariato’

L’outsourcing, la nuova frontiera dello sfruttamento

Pubblicato da lavoratorinoprofit su Novembre 26, 2009

L’outsourcing, la nuova frontiera dello sfruttamento
di Luigi De Magistris
http://www.luigidemagistris.it/index.php?t=P93

C’e’ una parola che appena la sentono i lavoratori, iniziano a tremare. E’ un inglese difficile da pronunciare, si scrive “outsourcing”. Nel rampante capitalismo finanziario dell’ultimo decennio, quello che in sostanza ci ha condotto alla macerie di oggi, l’outsourcing e’ stato molto in voga. Il corrispondente italiano e’ “esternalizzazione”. Le aziende esternalizzano attivita’ o parti dell’impresa, affidano cioe’ servizi a società esterne. Spesso le societa’ esterne le creano apposta, a volte no. Qual e’ lo scopo, c’e’ da chiedersi. Nessun scopo nobile, utilitarismo massimo: i lavoratori che finiscono sotto l’ala delle societa’ “esterne” sono, in estrema sintesi, piu’ facili da licenziare. E hanno meno tutele.

L’outsourcing e’ sinonimo di precarieta’, perche’ le aziende che esternalizzano a societa’ create apposta hanno il vantaggio di continuare a controllare le attivita’, ma si liberano nello stesso tempo del fastidio di essere la controparte dei dipendenti.

Il fenomeno dell’outsourcing e’ particolarmente in voga, nel Paese dei telefoni cellulari, tra le societa’ che si contendono il mercato della telefonia mobile. La piu’ importante di queste, la Telecom, negli ultimi otto anni ha ceduto 15 rami d’azienda e 2700 lavoratori, continuando pero’ a controllare tutto. Con l’outsourcing, appunto. Vodafone ha fatto lo stesso con un migliaio di lavoratori creando la Comdata Care Srl, controllata a sua volta dalla Comdata Spa.

Il mercato, famigerato, dei call center e’ poi tutto in outsourcing. Circa 75mila operatori che lavorano quasi sempre per multinazionali o aziende importanti senza tutele perche’ il loro lavoro e’ “appaltato” a precari gruppi esterni.

Si dilettano nell’outosourcing anche gruppi che sono, sui media, il fiore all’occhiello del nostro capitalismo, come la Pirelli o la Fiat, e spesso e volentieri le cessioni sfociano in licenziamenti di massa.

Emblematico il dramma che dall’estate scorsa stanno vivendo i lavoratori del ramo dell’information technology dell’Eutelia. ‘Ceduti’ a una societa’ creata apposta dai vertici societari, la Agile, che ha a sua volta venduto a Omega, praticamente una rottamatrice di aziende. Si tratta di duemila persone che, a quanto pare, non potranno piu’ far valere i loro diritti” dalla buonuscita alle indennita’ di disoccupazione” nei confronti di quella che e’ sempre stata la loro azienda di riferimento, l’Eutelia.

Possibile che si debba assistere a questo scempio, e che debba essere cosi’ facile per chi muove l’economia liberarsi delle vite delle persone? E’ giusto incentivare e tutelare chi da’ sviluppo. Ma sarebbe sacrosanto punire e porre freni, giuridici e sanzionatori, a chi calpesta i diritti dei lavoratori.

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Dialogatore face-to-face

Pubblicato da lavoratorinoprofit su Maggio 30, 2009

Vi racconto il mio lavoro di dialogatore face to face
Bertrando Goio (Trieste) lettera a Repubblica 29 maggio 09

Sono un giovane adulto (così si dice oggi) di 33 anni. Laurea in Storia e Dottorato in Geopolitica, Università di Trieste. Trovo solo lavori di pochi mesi, sottopagati, in nero. L’ultima novità, dopo centinaia di curriculum inviati, mi trovo a fare il dialogatore face to face, da Lunedì a Sabato, senza ferie. Sei ore in piedi non-stop a tentare di convincere una fetta di umanità a versare soldi per qualche causa, ecologista o umanitaria. E’ un lavoro e come tale l’ho preso. Salvo poi farmi redarguire dal, ora si chiama così il capo, team leader: devo avere un atteggiamento positivo e vincente (frasi fatte imparate sul libretto). In sei ore si fanno 2, 3 sottoscrizioni. Le sei ore diventano poi otto a discrezione del team leader, che se deve vedere la partita di calcio, ci dice che si va a casa mezz’ora prima. Dov’è finito il rispetto per le persone? Dov’è finita la dignità? Forse i mendicanti faticano meno e guadagnano di più Dovrà durare ancora questo stato di cose? Arriverò con bastone e dentiera a chiedere: “signora, ha visto? Aiutiamo i bambini, venga che le faccio vedere”? Io temo di si.

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Il lavoro nel terzo settore. Occupazione, mercato e solidarietà di M. Lamberti

Pubblicato da lavoratorinoprofit su Aprile 3, 2009

“Il lavoro nel terzo settore. Occupazione, mercato e solidarietà”
Lamberti Mariorosario (ed. Giappichelli, 2005)
ISBN: 8834857658 ISBN-13: 9788834857656

9788834857656g

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Perdere il posto di lavoro in Italia

Pubblicato da lavoratorinoprofit su Marzo 3, 2009

Racconta la tua storia a Repubblica.it
Un italiano su due teme per il proprio impiego. Soprattutto donne e under 40. La nostra iniziativa per descrivere cosa sta accadendo
di FEDERICO PACE

Leggi l’articolo.

Leggi le storie di chi ha perso il lavoro.

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La moda del ricorso all’outsourcing

Pubblicato da lavoratorinoprofit su Settembre 25, 2008

  1. Nozione di outsourcing

  2. Problematiche giuridiche dell’outsourcing

  3. Outsourcing tramite ricorso all’appalto

  4. Outsourcing tramite scorporo di ramo d’azienda

  5. L’outsourcing nell’accordo di rinnovo dei ccnl del settore credito dell’11 luglio 1999

1. Nozione di outsourcing

Con il vocabolo anglosassone “outsourcing” – traducibile in italiano con “esternalizzazione” o “terziarizzazione”, nel senso di affidamento a terzi dell’incarico di fornitura di un servizio aziendale – si usa designare l’attuale, intensificata, pratica delle imprese di estromettere dall’interno dell’azienda una o più attività che vengono fornite, dopo la dismissione, da parte di un soggetto terzo esterno all’azienda stessa.

per l’articolo completo: http://dirittolavoro.altervista.org/outsourcing.html

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Ivan Della Mea “Cara Moglie” (1966)

Pubblicato da lavoratorinoprofit su Settembre 14, 2008

Ivan Della Mea “Cara Moglie” (1966)

O cara moglie, stasera ti prego,
dì a mio figlio che vada a dormire,
perché le cose che io ho da dire
non sono cose che deve sentir.

Proprio stamane là sul lavoro, con il sorriso del caposezione,
mi è arrivata la liquidazione,m’han licenziato senza pietà.

E la ragione è perché ho scioperato per la difesa dei nostri diritti,
per la difesa del mio sindacato, del mio lavoro, della libertà.

Quando la lotta è di tutti per tutti il tuo padrone, vedrai, cederà; se invece vince è perché i crumiri gli dan la forza che lui non ha.
Questo si è visto davanti ai cancelli: noi si chiamava i compagni alla lotta, ecco: il padrone fa un cenno, una mossa, e un dopo l’altro cominciano a entrar.

O cara moglie, dovevi vederli venir avanti curvati e piegati;
e noi gridare: crumiri, venduti! e loro dritti senza piegar.

Quei poveretti facevano pena ma dietro loro, la sul portone, rideva allegro il porco padrone:
l’ho maledetto senza pietà.

O cara moglie, prima ho sbagliato,
dì a mio figlio che venga a sentire,
ché ha da capire che cosa vuol dire lottare per la libertà
ché ha da capire che cosa vuol dire lottare per la libertà!

http://it.youtube.com/watch?v=N5c7yMfSDZs

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Norma “anti precari”

Pubblicato da lavoratorinoprofit su Luglio 28, 2008

Da La Repubblica, 27 luglio 2008

Indennizzo tra le 2,5 e le 6 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto per i contenziosi in corso e nullità del contratto per i contenziosi futuri. Questa la nuova disposizione di legge, sulla base della norma anti-precari inserita nel maxiemendamento alla manovra, approvato dalla Camera (dopo l’ok a un emendamento all’articolo 21 del decreto Tremonti), ora all’esame del Senato.
Ecco il testo del nuovo articolo 4bis relativo all’”indennizzo per la violazione delle norme in materia di apposizione e di proroga del termine”, al decreto legislativo del 6 settembre 2001, n.368.
“In caso di violazione delle disposizioni di cui agli articoli 1, 2 e 4″, che riguardano causali e proroghe, “il datore di lavoro è tenuto ad indennizzare il prestatore di lavoro con un’indennità di importo compreso tra un minimo di 2,5 ed un massimo di 6 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto”.
A questo è stato inoltre aggiunto: “Fatte salve le sentenze passate in giudicato, le disposizioni dell’articolo 4-bis del decreto legislativo 6 settembre 2001, n.368… si applicano solo ai giudizi in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto”.
La norma definisce anche l’ambito per i contenziosi futuri, prevedendo, in sintesi, che “sui casi 1, 2 e 4, salvo che per i giudizi in corso”, si applica l’articolo del codice civile 1419 sulla nullità dei contratti.

http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/economia/conti-pubblici-77/

testo-precari/testo-precari.html

da ADNKRONOS/IGN, 26 luglio 2008

http://www.adnkronos.com/IGN/Economia/?id=1.0.2369278844

Deroga anche al diritto di precedenza nell’assunzione a tempo indeterminato

Norma ‘anti-precari’, Damiano: ”Inaccettabile”

Il viceministro del Lavoro del governo ombra commenta l’emendamento inserito nella manovra al vaglio del Senato. Stop al reintegro e per l’azienda solo una sanzione amministrativa variabile tra le 2,5 e le 6 mensilità

Inaccettabile colpo ai danni dei più deboli”. Così il viceministro del Lavoro del governo ombra Cesare Damiano (nella foto) commenta l’emendamento, inserito nella manovra economica al vaglio del Senato, che prevede che il giudice non possa obbligare un datore di lavoro a stabilizzare un dipendente precario ”I cambiamenti introdotti – spiega l’esponente del Pd – riguardano la possibilità di utilizzare il contratto a termine anche per l’attività ordinaria; di derogare a livello aziendale alla durata massima di 36 mesi; di derogare al diritto di precedenza nell’assunzione a tempo indeterminato per i lavoratori che abbiano già un contratto di lavoro a termine nella medesima azienda”.
Viene inoltre cambiata la normativa che consentiva al lavoratore di promuovere azione legale nei confronti dell’impresa quando non veniva riportata o riportata in modo erroneo la causale dell’assunzione. ”Adesso – aggiunge Damiano – il datore di lavoro può risolvere il contenzioso tramite il pagamento di alcune mensilità (da un minimo di 2,5 a un massimo di 6 ndr). Insomma, una vera e propria deregolazione in negativo”.

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