Lavoro e No Profit

Terzo Settore. La nuova frontiera della lotta per i diritti dei lavoratori!

Archivio per la categoria ‘cooperative sociali’

Quando gli affari si fanno in compagnia (da Altraeconomia)

Pubblicato da lavoratorinoprofit su luglio 18, 2011

“Quando gli affari si fanno in compagnia”
Autore: Alex Corlazzoli
da Altra Economia n. 126 – 18 maggio 2011


per l’articolo completo: http://www.altreconomia.it/site/fr_contenuto_detail.php?intId=2781&fromCatDet=56

(… ) Sappiamo che in Italia sono oltre 34mila imprese e più di mille le organizzazioni no profit aderenti alla Compagnia delle Opere (Cdo). Gestiscono un giro d’affari di circa 70 miliardi l’anno. Il sistema coinvolge oltre 500.000 persone tra addetti alle imprese e operatori del settore. Un universo che in Lombardia si traduce in potere politico e controllo del territorio. La Cdo ha messo una bandierina sulla cartina della Lombardia, istituendo sedi locali nell’Alto Milanese, a Bergamo, a Brescia, a Lecco, a Pavia, a Saronno e a Varese. Abbiamo potuto leggere l’elenco 2010 dei membri della Cdo in una delle “fortezze” lombarde, quella di Crema-Cremona-Lodi.    È solo uno spaccato, ma una lente d’ingrandimento su quest’area serve a decodificare il funzionamento del sistema della Cdo. Tra il Serio, l’Adda e il Po, la Compagnia delle Opere è nata nel 2001 come Cdo Lombardia Sud Est, e diventa in seguito sede di Crema-Cremona e Lodi. (…)    La Cdo è un po’ ovunque: dal paese più piccolo ai capoluoghi di provincia. E sfogliando il documento si scopre, ad esempio, che a realizzare gli impianti meccanici ed elettrici in alcune zone colpite dal sisma in Abruzzo lo scorso 6 aprile, precisamente nei cantieri di Bazzano, Tempera, Roio e Paganica, alle porte de L’Aquila, sia stata l’Idraulica Ferla Multiservice di Credera Rubbiano (Cr). L’impresa, affiliata alla Cdo, si è aggiudicata la gara d’appalto indetta dal ministero dell’Interno e dalla Protezione civile per il Progetto C.a.s.e., in collaborazione con il Consorzio Consta, il cui direttore generale è stato nel 2006 presidente della Cdo del Nord Est.  (…). È poi, una notizia recente, che ad occuparsi dei buoni pasto della Provincia e del Comune di Cremona -il cui vice sindaco Carlo Malvezzi è simpatizzante di Cl-, sarà la Edenred Italia. Alessia Manfredini, consigliere comunale del Pd, ha pubblicamente affermato che “la Edenred appartiene alla Cdo”. Pronta la smentita della società: “Edenred Italia, nonché il Gruppo Edenred International in generale, non è proprietà di Compagnia delle Opere e non è in alcun modo riconducibile all’Associazione”. Resta da capire come mai Edenred stessa, in un documento sulla responsabilità sociale del gruppo datato settembre 2010, affermasse di aderire alla Cdo.   (…) Dalle province di Cremona e Lodi arrivano a Milano, al Pirellone, anche due uomini di Roberto Formigoni: Giovanni Rossoni di Offanengo (Cr) e il lodigiano Andrea Gibelli. Rossoni, assessore all’Istruzione, formazione e lavoro è anche presidente del comitato regionale Artigiancassa, la banca che ha come business la gestione dei fondi pubblici a favore dello sviluppo e del finanziamento del settore artigiano. È alla quinta legislatura in Regione Lombardia ed è stato nella precedente tornata il vice di Formigoni. Non manca mai al meeting di Rimini. Durante il suo mandato a Crema sono arrivati 4,5 milioni di euro per costruire una scuola privata. (…)  Le carte, e gli affari, si intrecciano. Insieme agli uomini politici ci sono i vescovi, presidenti di Banche ma soprattutto le aziende. Riprendiamo in mano il nostro elenco: scorrendo i nomi dei soci della Cdo, i settori che vedono il maggior numero di iscritti nella Lombardia Sud Est sono quello manifatturiero, i servizi (farmacisti, avvocati, agenzie di viaggi, consulenza sanitaria, agenzie di pratiche automobilistiche, imprese di pulizie) e quello delle costruzioni, che registrano rispettivamente 71, 60 e 57 soci. (…)    Nella lista anche l’organizzazione non governativa Pobic, associazione umanitaria operante nei Paesi in via di sviluppo con progetti di formazione professionale per disabili. Numerose sono anche le aziende, le cooperative sociali e i servizi di consulenza che vanno sotto il capitolo della sanità privata: dalla Faber Srl, che fa consulenza finalizzata alla realizzazione e gestione di cliniche, case di cura e case di riposo, alla Isac Spa, l’Istituto italiano per la sanità, la sicurezza e l’ambiente che ha sede a Lodi in piazza Godetti, alla Pharmatec che produce disinfettanti, alla Cla Spa che fornisce arredi ospedalieri e per le case di riposo alla Cbm di Torre de’ Picenardi e la cooperativa sociale Hospital service di Crema. Spostandosi poco più a Nord, nel bresciano, ha grande rilievo il Consorzio delle cooperative sociali “Gruppo Fraternità”, nato da un’iniziativa di don Corrado Fioravanti. Con lui, negli anni Novanta, era possibile entrare con tranquillità al quartier generale della Lega Nord, in via Bellerio a Milano. Il prete di Pioltello (Mi) aveva accesso addirittura allo studio privato di Umberto Bossi. Oggi il gruppo Fraternità ha due rami importanti nel panorama bresciano, Fraternità Sistemi e Fraternità Servizi, che trova rappresentanza nel consiglio della Cdo di Brescia con Massimo Cavagnini, vice presidente e direttore rete servizi e associati della Compagnia delle Opere dal 2009, e già amministratore delegato di Fraternità Giovani.   (…)  La Cdo “è un’associazione imprenditoriale di rilevanza nazionale e non lucrativa che intende promuovere lo spirito di mutua collaborazione e assistenza tra i soci, per una migliore valorizzazione delle risorse umane ed economiche, nell’ambito di ogni attività esercitata sotto forma di impresa, sia profit sia non profit”. Questa la descrizione ufficiale. In altre parole, la Cdo è il braccio finanziario di Cl, il movimento ecclesiale fondato nel 1954 da don Luigi Giussani. La Cdo è sorta per libera iniziativa di giovani laureati e adulti di Cl e non: oggi è una super-lobby con interessi in affari, nella finanza e nella politica.    Ma come si fa ad entrare nella lista dell’organizzazione ciellina? Va fatta una richiesta ufficiale attraverso un modulo in cui si chiede che l’impresa sia ammessa, in qualità di socio, all’associazione Compagnia delle Opere, alla Federazione dell’impresa sociale Compagnia delle Opere (Cdo Impresa Sociale), con sede a Milano in via Melchiorre Gioia 181, e all’associazione Compagnia delle Opere locale. Il legale rappresentante dichiara di “assumersi l’impegno a osservare scrupolosamente gli statuti di dette associazioni e a prendere atto che l’importo versato comprende le quota associativa all’associazione Compagnia delle Opere che ammonta a 55 euro, comprensivo del costo dell’abbonamento al Corriere delle Opere”. Questo almeno sulla carta. In realtà basta vedere il sito della Cdo di Brescia (www.brescia.cdo.it )per scoprire che il consiglio direttivo ha stabilito quote associative che vanno dai 200 euro per i gruppi ai 3.000.000 per i soci sostenitori.

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Il lavoro nel terzo settore. Occupazione, mercato e solidarietà di M. Lamberti

Pubblicato da lavoratorinoprofit su aprile 3, 2009

“Il lavoro nel terzo settore. Occupazione, mercato e solidarietà”
Lamberti Mariorosario (ed. Giappichelli, 2005)
ISBN: 8834857658 ISBN-13: 9788834857656

9788834857656g

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Volontariato, ecco chi suda in silenzio

Pubblicato da lavoratorinoprofit su novembre 18, 2008

di Pino De Luca

(AprileOnLine 17 novembre 2008)
La testimonianza
Le impressioni di chi ha partecipato ai lavori di un seminario organizzatto dal Centro Servizi per il Volontariato. Una realtà silenziosa e spesso oscurata dai media, che invece rappresenta il tessuto vivo a sostegno delle situazioni di disagio, più di quante si possano immaginare. Con un consiglio: diffidate di chi si vanta.
Lo scorso 8 novembre, nel prestigioso Castello Dentice di Frasso di Carovigno, il CSV (Centro Servizi per il Volontariato) di Brindisi ha organizzato un seminario di studi in preparazione delle attività per l’anno 2009. Il Comitato Direttivo del CSV, dimostrando alta considerazione per la cultura, ha nominato un Comitato Scientifico di supporto alle iniziative e alle decisioni. Comitato Scientifico composto da Gigi Perrone, Docente di Sociologia all’Università del Salento, Angelo Salento, ricercatore della medesima Università, Danilo Urso, Docente di Sistemi Industriali all’Università di Firenze, Maurizio Portaluri oncologo di chiara fama. Ragioni imperscrutabili e che mi onorano tantissimo hanno permesso di accostare il mio umile nome a così alta compagnia, e ragioni altrettanto misteriose hanno indotto i miei titolati colleghi a darmi l’incarico di presiedere il Comitato Scientifico. Sicché ho potuto fare una bellissima esperienza: partecipare alla assemblea delle associazioni di volontariato della provincia di Brindisi iscritte al CSV.
Dare i numeri è cosa che evito di fare, ma comunicare che il panorama della coesione sociale è vastissimo è cosa che deve essere evidenziata. Ho avuto il privilegio di condurre uno dei sette gruppi di lavoro come facilitatore, questo mi ha permesso di conoscere delle persone veramente speciali, persone che lavorano in associazioni vere, con missioni vere e scelte vere. Il mio gruppo si è occupato della relazione tra Società e Rischio, e sono rimasto impressionato dalla varietà di contributi di grande pertinenza che sono stati prodotti da osservatori differenti.
Finalmente una discussione pregna di significato, di valore e di esempi sperimentati sul campo. Ho conosciuto la prima associazione di volontariato nata in virtuale e consolidatasi in reale, la Fasancult. Un’altra, piccolissima, che si occupa di mediazione familiare, un’altra ancora di malattie mentali e una delle emergenze economico-sociali, quotidiane, che saranno piccole ma per chi le vive sono montagne insormontabili, e ancora una che contrasta le tossicodipendenze. Tante associazioni, alcune grandi o grandissime altre microscopiche ma tutte vere. Dico vere perché vi sono associazioni e associazioni, indipendentemente dal tema che unisce gruppi più o meno grandi di persone, vi sono delle caratteristiche essenziali che fanno riconoscere il volontariato vero da quello peloso.
La questione è talmente sentita che un gruppo, facilitato da Enzo Greco, ha sentito il bisogno di concentrarsi sull’etica del volontariato per stabilire canoni e criteri, sostanzialmente per distinguere il grano dalla lolla. L’opinione condivisa collettivamente da queste straordinarie persone è che il volontariato deve caratterizzarsi per la gratuità e per l’azione continua.[...]

L’articolo completo su AprileOnLine: http://www.aprileonline.info/notizia.php?id=9913

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Il nonprofit è in tutta la nostra vita

Pubblicato da lavoratorinoprofit su novembre 14, 2008

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Leader2Leader: il network dei manager non profit italiani

Pubblicato da lavoratorinoprofit su novembre 14, 2008

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CONTRO IL PRECARIATO E LA PRIVATIZZAZIONE DEI SERVIZI PUBBLICI

Pubblicato da lavoratorinoprofit su novembre 11, 2008

riceviamo e pubblichiamo:

CONTRO IL PRECARIATO E LA
PRIVATIZZAZIONE DEI SERVIZI PUBBLICI

VENERDI’ 14 NOVEMBRE

GIORNATA A SOSTEGNO DELLA

DELIBERA DI INIZIATIVA POPOLARE


In Via Baldassarre Orero n. 61 , Roma

presso i Magazzini Popolari Casal Bertone

Alle 17.30 Dibattito pubblico con Andrea Alzetta (Consigliere comunale della Sinistra Arcobaleno), Flavia D’Angeli (Sinistra Critica), Fabio Nobile (Segretario romano del Partito dei Comunisti Italiani), Claudio Ortale (Consigliere del XIX Municipio del Partito della Rifondazione Comunista).

Dalle 20.30 Serata con gastronomia

e il piano bar di Massimiliano

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Conferenza Stampa Promotori Delibera Popolare Comune di Roma

Pubblicato da lavoratorinoprofit su ottobre 8, 2008

riceviamo e pubblichiamo:
COMUNICATO STAMPA
E’ iniziata la raccolta di firme su una Delibera di Iniziativa Popolare diretta alla presa in carico da parte del Comune di Roma di tutti i servizi pubblici attualmente appaltati a cooperative ed aziende private, dai servizi assistenziali ed educativi alle mense scolastiche. Il Comitato Promotore è costituito dai sindacati di base CUB – RdB, U.S.I. e ReteComune, dagli Amici di Beppe Grillo, dal Circolo Comunista “Stefano Chiarini”, dal Circolo Lavoro di Sinistra Critica e da altre associazioni e singole personalità, fra i quali il Consigliere Comunale Andrea Alzetta e i Consiglieri municipali Ortale e Barbera. Fra le prime iniziative, giovedì 9 una manifestazione al Municipio VI, dalle 14.00 alle 16.00, che si trasferirà alle 17.00 a Casal Bertone, in Via Baldassarre Orero, dove si svolgerà un incontro con il segretario del PRC Paolo Ferrero.
VENERDI’ 10, ALLE 11.00, I SINDACATI DI BASE E GLI ALTRI PROMOTORI DELLA DELIBERA POPOLARE TERRANNO UNA CONFERENZA STAMPA PRESSO LA SALA BLU DELL’ASSESSORATO AL LAVORO DEL COMUNE DI ROMA,
IN LUNGOTEVERE DE’ CENCI, 5.
Info: 377-1153384

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L’Italia del noprofit produce e si allarga

Pubblicato da lavoratorinoprofit su ottobre 2, 2008

Da Metro, giovedì 2 ottobre 2008

Economia. In un priodo di crisi violenta come questo, per gli esperti è normale vedere l’economia sociale godere di buona salute. In Italia però ong, associazioni di volontariato e di promozione sociale, fondazioni e cooperative stanno non solo prosperando, ma piano piano cominciano ad allargare la loro sfera di influenza. Infatti il terzo settore non è più confinato a sanità ed assistenza sociale, ma sta intensificando anche la sua propensione produttiva, specialmente nel campo dei servizi per i cittadini. Il primo rapporto sull’economia sociale fatto in sinergia da Cnel e Istat lo conferma: ormai nel comparto lavorano 3 milioni di persone, e di associazioni e fondazioni se ne contano più di 220.000. Tanto che l’Istat vuole arrivare al censimento delle organizzazioni no profit entro il 2009. (V.M.)

38 miliardi è il fatturato complessivo del terzo settore nel nostro paese.

15 per cento è la crescita media annua del no profit in Italia.

Metronews

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APPELLO PER LA DELIBERA DI INIZIATIVA POPOLARE SULLA

Pubblicato da lavoratorinoprofit su ottobre 1, 2008

riceviamo e pubblichiamo:

APPELLO PER LA DELIBERA DI INIZIATIVA POPOLARE SULLA
GESTIONE DEI SERVIZI PUBBLICI DEL COMUNE DI ROMA

Il Comune di Roma è il più grande datore di lavoro precario d’Italia: sono migliaia, infatti, le lavoratrici ed i lavoratori dei servizi comunali costretti da anni a vivere sotto il ricatto delle cooperative e delle altre aziende private cui il Comune appalta servizi essenziali, come l’assistenza agli anziani e ai disabili o le mense scolastiche.

La politica di privatizzazione dei servizi non ha conosciuto differenze nei vari passaggi dalle giunte del vecchio pentapartito a quelle di Rutelli e Veltroni, fino a quella odierna di Alemanno. Questa situazione ha prodotto lavoro precario, sottopagato e senza diritti, oltre a servizi inefficienti.
Il caso più eclatante è quello degli A.E.C. (Assistenti Educativi Culturali), gli operatori che lavorano nelle scuole con i bambini in condizioni disagiate: dal 1999, infatti, anziché assumere, il Comune ha esternalizzato il servizio verso associazioni e cooperative, con il risultato che ad un numero sempre più ridotto di operatori alle dirette dipendenze del Comune stesso si affianca un numero sempre maggiore di lavoratori che svolgono le stesse mansioni, ma con stipendi più bassi e spesso senza nemmeno un contratto di lavoro. Nella stessa condizione si trovano i lavoratori dell’assistenza domiciliare, delle case di riposo, dei centri diurni, fino a quelli dei canili municipali.
Otto anni fa, oltre 7.000 cittadini hanno sottoscritto una delibera di iniziativa popolare per imporre, almeno, il rispetto dei contratti nazionali da parte di tutte le aziende e cooperative che lavorano per conto del Comune di Roma, delibera poi approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale. A tutt’oggi, però, quella delibera è rimasta inapplicata, perché non sono mai stati effettuati i controlli previsti ed associazioni e cooperative hanno continuato – e continuano – a far lavorare migliaia di persone con contratti “atipici” o addirittura in nero, nel silenzio e con la complicità delle forze politiche di destra, centro e sinistra.

Per questi motivi, i lavoratori dei servizi comunali, i sindacati di base, l’associazione “Amici di Beppe Grillo” ed altri organismi hanno promosso una nuova delibera di iniziativa popolare che ponga fine una volta per tutte a quel “regime delle cooperative” che, lucrando sulla privatizzazione dei servizi pubblici, ha prodotto solo precariato e disservizi. Una delibera di iniziativa popolare per l’assunzione della gestione dei servizi da parte del Comune, in prima persona, applicando gli strumenti previsti dal Decreto Legislativo n. 267 del 2000, la legge che regola il funzionamento degli Enti Locali. I promotori fanno dunque appello a tutti i cittadini, al mondo dell’associazionismo, alle forze politiche e sindacali affinché sostengano questa iniziativa, firmando la delibera di iniziativa popolare e mobilitandosi perché il Consiglio Comunale la approvi, rendendo finalmente giustizia alle migliaia di persone che lavorano in condizioni impossibili ed all’intera città di Roma, che non merita servizi pubblici tanto precari e inefficienti.

Comitato Promotore della Delibera di Iniziativa Popolare sui servizi del Comune di Roma

Confederazione Unitaria di Base – Federazione delle Rappresentanze di Base; ReteComune; Unione Sindacale Italiana/AIT – Usicons – Lista Civica e Associazione “Amici Beppe Grillo”; Circolo Comunista “Stefano Chiarini”; Circolo Lavoro di Sinistra Critica; Andrea Alzetta (Consigliere Comunale Sinistra Arcobaleno); Claudio Ortale (Consigliere del Municipio XIX della Sinistra Arcobaleno)

IL TESTO DELLA DELIBERA DI INIZIATIVA POPOLARE DEPOSITATO IL 30/9/2008, PER IL QUALE DOVRANNO ESSERE RACCOLTE ALMENO 5000 FIRME VALIDE ENTRO 90 GIORNI:

COMUNE DI ROMA

IL CONSIGLIO COMUNALE

DELIBERA

di formulare i seguenti indirizzi per la gestione dei servizi socio assistenziali ed educativi, per il servizio di refezione scolastica e per la gestione dei canili comunali.

Art. 1

I servizi socio assistenziali ed educativi – fra i quali l’assistenza domiciliare agli anziani ed ai disabili, il sostegno ai minori in famiglia, la gestione delle case famiglia e dei centri diurni, la gestione della case di riposo, il servizio di scolarizzazione dei minori rom – vengono affidati ad un’apposita Istituzione, come da artt. 113 e 114 del Dlgs 267/2000. Il personale viene attinto da quello attualmente operante o che abbia operato in precedenza in regime di convenzione, previa istituzione di apposite graduatorie, relative ad ogni servizio, basate sull’anzianità di servizio prestato presso gli organismi convenzionati, anche in epoche ed organismi diversi.

Art. 2

Il servizio di assistenza educativa e culturale (A.E.C.), detto anche di integrazione scolastica, viene gestito direttamente dal Comune di Roma, con proprio personale, attinto da quello attualmente operante o che abbia operato in precedenza in regime di convenzione, previa istituzione di apposite graduatorie municipali basate sull’anzianità di servizio prestato presso gli organismi convenzionati a partire dall’anno 1999, sulla base dei periodi di servizio attestati dalle U.O. competenti per ogni Municipio e prestati anche in epoche ed organismi diversi.

Art. 3

Il servizio di refezione scolastica viene gestito a mezzo di apposita azienda speciale, come da artt. 113 e 114 del Dlgs 267/2000. Il personale viene attinto da quello attualmente operante, o che abbia operato in precedenza, previa istituzione di apposite graduatorie, basate sull’anzianità di servizio prestato presso le aziende che hanno operato ed operano nel servizio stesso. La stessa azienda speciale assumerà la gestione diretta dei canili municipali, assumendo tutto il personale attualmente operante o che abbia operato in passato, previa istituzione di apposita graduatoria basata sull’anzianità di servizio prestato presso gli organismi convenzionati, anche in epoche ed organismi diversi.

Art. 4

Per quanto riguarda tutti i progetti e i servizi non compresi nella presente Deliberazione, si applica quanto disposto dalla Deliberazione n. 135/2000 e dal Regolamento attuativo
Delibera C.C. 259 del 2005.

Art. 5

Entro tre mesi dall’approvazione della presente Deliberazione, il Consiglio Comunale approverà il relativo Regolamento attuativo.

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Riflessioni sulla norma antielusiva riguardante gli stipendi del personale dipendente delle Onlus

Pubblicato da lavoratorinoprofit su settembre 26, 2008

Riflessioni sulla norma antielusiva riguardante gli stipendi del personale dipendente delle Onlus
dr. Vadis Cappa

In attesa dei decreti delegati sulla nuova normativa, le Onlus in particolare, devono sottostare ad una serie di vincoli che giustifichino le agevolazioni fiscali a cui hanno diritto. Tali vincoli hanno però dei risvolti involontariamente “discriminatori” sui lavoratori subordinati e creano, negli enti più strutturati, dei problemi nella gestione del personale.

Introduzione

Il settore non profit negli ultimi anni sta crescendo sempre di più. Gran parte delle aziende non profit si occupa dei servizi alle persone, settore di cui si prevede grande sviluppo nei prossimi anni in termini di aumento del tasso di occupazione italiano. In questa direzione si sta muovendo il Governo che per riorganizzare il settore, specialmente per le strutture socio sanitarie assistenziali di medie dimensioni, ha introdotto una nuova tipologia di impresa: l’impresa sociale.[...]

Articolo completo su: http://www.diritto.net/content/view/778/6/

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