Lavoro e No Profit

Terzo Settore. La nuova frontiera della lotta per i diritti dei lavoratori!

Dialogatore face-to-face

Pubblicato da lavoratorinoprofit su Maggio 30, 2009

Vi racconto il mio lavoro di dialogatore face to face
Bertrando Goio (Trieste) lettera a Repubblica 29 maggio 09

Sono un giovane adulto (così si dice oggi) di 33 anni. Laurea in Storia e Dottorato in Geopolitica, Università di Trieste. Trovo solo lavori di pochi mesi, sottopagati, in nero. L’ultima novità, dopo centinaia di curriculum inviati, mi trovo a fare il dialogatore face to face, da Lunedì a Sabato, senza ferie. Sei ore in piedi non-stop a tentare di convincere una fetta di umanità a versare soldi per qualche causa, ecologista o umanitaria. E’ un lavoro e come tale l’ho preso. Salvo poi farmi redarguire dal, ora si chiama così il capo, team leader: devo avere un atteggiamento positivo e vincente (frasi fatte imparate sul libretto). In sei ore si fanno 2, 3 sottoscrizioni. Le sei ore diventano poi otto a discrezione del team leader, che se deve vedere la partita di calcio, ci dice che si va a casa mezz’ora prima. Dov’è finito il rispetto per le persone? Dov’è finita la dignità? Forse i mendicanti faticano meno e guadagnano di più Dovrà durare ancora questo stato di cose? Arriverò con bastone e dentiera a chiedere: “signora, ha visto? Aiutiamo i bambini, venga che le faccio vedere”? Io temo di si.

2 Risposte a “Dialogatore face-to-face”

  1. Elena detto

    Ecco l’errore: questo non è un lavoro.
    Finché si accetteranno queste mansioni non ci si può stupire che le cose vadano male e i propri diritti vengano negati. A rovinare il mercato del lavoro in Italia non sono stati gli extracomunitari, ma gli italiani stessi, che accettano sti “lavori” del cavolo.
    Chi fa veramente del bene lo fa gratis. Senza scocciare il prossimo.

    • Anonimo detto

      Scusa Elena, io sono l’autore della suddetta lettera e arrivo con ritardo a risponderti, comunque: se la colpa è mia allora si vede che siamo pieni di lavori belli e buoni e io sono un povero scemo che non è riuscito a vederli. Prima di giudicare, vivi le situazioni: cosa credi, che non abbia cercato di meglio? Facile dirlo, meno facile attuarlo… Certo che questi sono dei NON-LAVORI, delle ciofeche e sono sfruttamento. Ma quando NON SI TROVA, cosa si deve fare? Facciamo così: visto che sembri sapere tutto, trovamelo tu un bel lavoro, così la smetto di essere “colpevole”… Sì, sì, trovamelo tu, dato che sai…

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